E’ un po’ di tempo che mi sto dedicando a un bizzarro quanto istruttivo esperimento; che è quello di sondare, tra gli artisti, i galleristi e i collezionisti, la padronanza dei nomi che compongono lo scenario artistico più importante e invasivo del momento. E si sarà capito che mi riferisco a tutto quanto proviene (o mostra di provenire) dall’inevitabile Cina. Ai periodici vernissages o quando si fanno due chiacchiere in studio, faccio la domanda a bruciapelo: “Fammi una lista dei dieci artisti cinesi emergenti più quotati!” Finora non m’è capitato di trovare una persona in grado di rispondere compiutamente.
“Quin Quon Quang, Quon Qui Quing, com’era più?… Zun Zin Zan, no…Zun Zun Zù…Insomma, quello lì, ci siamo capiti…E poi c’è quell’altro…Ha Yun Ya, Ya Ying, com’è che fa?” Questa sorta di farneticazione è quanto generalmente si ricava dagli interpellati sulla materia: viene in mente il pirotecnico Zang Tumb Tumb di Marinetti. Ancor più viene in mente il colonnello Kilgore di “Apocalypse Now”. In molti ricorderanno la scena in cui questo personaggio (interpretato da Robert Duvall) cercava di ricordare il nome di un villaggio che si accingeva a bombardare: “Come si chiama quel villaggio del cazzo? Vin… Vin Drin Drop…No…Rop…I nomi di questa fogna gialla si assomigliano tutti…”
Giugno 30, 2008 alle 11:04 am |
stupendo