Si fa presto a dire ‘trireme’…

E’ già presente nel mio ‘blogroll’, ma lo risegnalo qui: parlo del sito dell’amico Mastro, uno che la sa lunga. Farci una capatina ogni tanto è cosa che consiglio ai pochi affezionati di ‘Notti attiche’, giusto per abbandonare di quando in quando l’inseguimento di pittoriche chimere e dare un’occhiata a quel che accade nel secolo. Tra l’altro, chi come me ha una attrazione irresistibile per l’assurdo e per il sogno, si accorgerà piacevolmente di ritrovare nel ‘mondo reale’ un’opulenza di fantasie e di ‘deliri chimerici’: primi fra tutti quelli che riguardano il web o la politica. Siccome io ritengo che la natura umana sia per sua stessa essenza virtuale, mi spingo fino a definire ‘umanistico’ il detto Mastroblog, dato che prevalentemente tratta di problematiche legate alla virtualità. E comunque, della competenza e della cultura umanistica di Mastro mi faccio qui garante; per quello che può valere la mia garanzia.

Nell’ultimo mio post (“La chimera del medium: Reembrandt etc…”) avevo fantasticato circa l’ipotetica ricostruzione di un galeone o di una trireme, decretando apoditticamente l’impossibilità di replicare oggigiorno quegli oggetti. Per coincidenza, l’impeccabile Mastro (impeccabile dal punto di vista umanistico…) ha scritto in questi giorni un post su uno strano esperimento che ha contemplato, tra altre follie, proprio la ricostruzione di un’antica trireme. Se tale impresa suscita il mio sdegno dal punto di vista concettuale, non manca però di apparirmi ammirevole, in quanto mi ricorda gli hobby-horses di Sterne; la lettura del quale, per inciso, offre una chiave interpretativa anche a tutti i possibili commenti, in specie se fatti a mezzo di blog…

Per quanto mi riguarda ho apposto a sigillo della faccenda, già da Mastro ottimamente presentata, un mio puntuale commento a braccio.

3 Risposte a “Si fa presto a dire ‘trireme’…”

  1. alessandro Dice:

    questa storia dell’olio mi intriga infatti come un gatto che morde la coda , finito il corso astronomico “delli pastrocchi” torna a nascere la nuova alba del buon dipingere facile e schietto:si ,solo olio!,poca essenza per diluire e nient’altro, se non arte e fantasia………………..
    Ovviamente non è questa la fine della storia ,infatti l’olio non secca mai,e nel tentativo di correggerlo si ricade ,ahimè, nell’Ade e nella perdizione di un tantalico sperimentare.
    Come fare per migliorare quest’olio?devo ancora bisticciare con mia mamma per via dei tegami da forno che ,nel caso, userei per esporlo al sole?

  2. luca Dice:

    Sicuramente, non devi bisticciare con tua mamma, ché a un pittore non si conviene. Per il resto, usando pigmenti naturalmente siccativi come base e imprimiture adeguate dovresti essere in grado, col solo olio, di ottenere l’essicazione in un giorno o, al massimo, due giorni.

  3. luca Dice:

    Ah, m’ero dimenticato di salutarti, lo faccio ora.

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