A proposito del litargirio: la FDA avverte che…

Ero del tutto ignaro del fatto che oltre a servire, in qualità di siccativo, per la fabbricazione di eccellenti ‘medium’ per dipingere, il pericolosissimo litargirio fosse tradizionalmente utilizzato, in alcune parti del mondo, come cura per diversi tipi di acciacchi come funghi, dermatiti e bruciature, nonché come deodorante. Sembra che quest’uso del litargirio a mo’ di panacea sia particolarmente radicato, e direi ostinato, nella Repubblica Dominicana. Fortunatamente la FDA sta cercando di affrontare ed estirpare il problema, avvertendo gli incauti a non servirsene e, soprattutto, a non ingerirlo. Il tutto è spiegato per bene qui.

Non giunsero all’aberrazione di servirsene come d’un toccasana alla stregua dei Dominicani, però anche i pittori veneziani del Rinascimento, a dispetto della raffinatezza di civiltà e dell’intelligenza manifestate nelle loro opere, vissero del tutto ignari del problema e adoperarono il litargirio con una leggerezza del tutto incosciente. In cuor mio li compatisco: ci volevano secoli di progresso perché fosse bandito dalle tavolozze e dai mortai dei pittori, come avviene ‘oggigiorno’ (direbbe Piero Angela).

I moderni artisti devono inoltre ringraziare la chimica e, in generale, la scienza moderna che, oltre a fornire gli strumenti per indagare sulla pericolosità di subdole sostanze ritenute per millenni innocue è capace di inventare, per sostituire i vecchi, nuovi e sbalorditivi composti (sia per i siccativi che per i colori): ovviamente a questi dobbiamo tributare cieca e incondizionata fiducia, circa la loro salubrità, come la tributiamo a tutti i nuovi trovati chimici di cui l’uomo moderno dispone e si serve nella vita quotidiana.
Ma della faccenda ho già parlato in altri luoghi.

5 Risposte a “A proposito del litargirio: la FDA avverte che…”

  1. Raffaele Mastrolonardo Dice:

    devo dire che su questo sono assai d’accordo con te, luca. sarà perchè sono un “bigotto laico” ma concedo un’istintiva predilezione a tutto ciò che è stato selezionato nei secoli dagli esseri umani, per prova ed errore, ed alla fine si è guadagnato l’approvazione della tradizione piuttosto che agli ultimi ritrovati di laboratorio. deve essere una specie di rigurgito reazionario (a cui non sono estranee le nostre freqeuntazioni, per altro). che però mi concedo volentieri.
    ps: c’è un mio amico che, sulla scorta della lettura della nostra diatriba sui draghi, è arrivato sul tuo blog e si dice veramente ammirato dalla tua scrittura. beh, ora di fans notti attiche ne ha (almeno) due. continua così.

  2. luca Dice:

    Caro Mastro, mi felicito che la nostra frequentazione produca simili effetti sulla tua complessione spirituale: un rigurgito reazionario ogni tanto non guasta. Mantiene tonici.

    Per quanto riguarda il tuo amico devo concludere, dalla sua ammirazione per la mia scrittura e in aggiunta al fatto che è tuo amico, che dev’essere non solo intelligentissimo, ma in possesso d’una sensibilità estremamente sottile, colta e raffinata. Mi spingo più in là immaginando che abbia anche eccezionali doti morali. Perciò con orgoglio ed entusiasmo gli do il benvenuto in questo blog. La cui costante lettura, ammesso che perseveri, spero procuri anche a lui qualche sano e liberatorio rigurgito reazionario.

    Un salutone a tutti e due.

    P.S Ma è un tuo compagno di boxe?

  3. Raffaele Mastrolonardo Dice:

    no (anche se boxe, anzi kickboxing l’ha fatta a lungo in anni passati).
    tra l’altro, vorrebbe vedere i tuoi quadri. dunque, sbrigati ametteresu il sito sniper. fallo anche per lui.
    a presto,
    raffaele (mastro)

  4. Gianfranco Dice:

    Non averi potuto immaginare una condizione migliore per scrivere questo mio primo commento su quello che ormai e uno dei mie luoghi preferiti del web. Del resto lo diceva già il buon vecchio Raffo (Mastro) a commento del tuo primo post “la rete potrà solo guadagnare da questa tua decisione”. Credo lo dicesse Oz nella sua “Storia di amore e di tenebra” che nello scrivere non ci possono essere formule consolidate, che chi scrive deve tener conto di troppe variabili per poter solo pensare di trovare un equazione che permetta razionalmente alla scrittura di esser fluida. Non so (spero…) se dietro ci sia una qualche forma di “sensibilità colta o raffinata” o ingegno, o passione per la parola scritta, ma questo è quello che trovo nei tuoi post: il piacere di leggere.
    Iniziando dai draghi di Paolo Uccello (su mastroblog) fino al piombo (una perla quel post) non ho potuto fare a meno di continuare a leggere. Credo sinceramente che questo blog sia uno scrigno prezioso. Ancora complimenti

    PS: aspetto con curiosità di vedere qualche tua tela (e possibile che abbia visto su internet un tuo “spiderman vestito da papa” a metà tra l’Alex Ross di Marvel [te lo ricordi raffo?] e Moebius?)

  5. luca Dice:

    Caro Gianfranco, insisto sul fatto che, in quanto ammiratore della mia scrittura, devi necessariamente possedere una sensibilità estremamente colta e raffinata. Dunque non ti schermire. Vero è che la retorica è un mistero e che difficile è stabilire una equazione che definisca la qualità d’un testo. Della faccenda ha mirabilmente discettato Pirsig (o Pursig, o Pirsug: non ricordo mai il nome, ma è quello dello ‘Zen, la motocicletta etc..’.) il quale, proprio nel tentativo d’arrivare a risolvere questo enigma, finì al manicomio. L’unico ch’ebbe al proposito idee chiarissime fu Quintiliano, le cui opere ho letto interamente quand’ero studente, ma ora, con sollievo, ho interamente dimenticato; come Mastro sa, di tali opere non manco mai di consigliare la lettura o, con altre opere analoghe, di regalarle agli amici. E non chiedermi il perché (forse lo sa Mastro, insieme ad alcune cose che ha intuito circa un famigerato baule).

    Comunque sono felicissimo d’averti tra i miei lettori, nonché onorato (non ‘lusingato’, che è brutto…) delle cose che hai scritto. Un salutone.

    P.S. Sì, lo Spider-papa è mio.

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